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Attestazioni di conformità, copie e duplicati informatici: webinar gratuito il 4 novembre sugli ultimi orientamenti della Cassazione

Come distinguere correttamente copie e duplicati informatici? Quando è necessaria l’attestazione di conformità e quali conseguenze possono derivare da eventuali irregolarità? Mercoledì 4 novembre 2026, dalle ore 14:30 alle 16:30, MAAT LegalPaperless propone un webinar gratuito dedicato a uno degli aspetti più delicati del Processo Civile Telematico, con particolare attenzione agli ultimi orientamenti della Corte di Cassazione.

La progressiva digitalizzazione del processo civile ha reso sempre più importante per gli avvocati conoscere le regole che disciplinano la formazione, l’estrazione, la produzione e l’attestazione di conformità dei documenti informatici.

La distinzione tra originale informatico, copia informatica, copia per immagine e duplicato informatico non rappresenta soltanto una questione terminologica, ma assume rilevanza concreta nelle attività quotidiane dello studio legale, dalla predisposizione degli atti alle notificazioni, fino al deposito telematico dei documenti.

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Attacchi hacker ai frigoriferi dei supermercati: rischi IoT e come proteggersi

Gli attacchi informatici del 2 novembre 2026 ai sistemi di refrigerazione di numerosi supermercati europei, compresi alcuni punti vendita italiani, dimostrano come la vulnerabilità degli oggetti connessi a Internet possa provocare danni materiali, interruzioni delle attività e rischi per la sicurezza delle persone. Un caso emblematico per comprendere le criticità dell’Internet of Things (IoT), le contromisure necessarie e le nuove responsabilità introdotte dalla normativa europea sulla cybersicurezza.

Luca Frabboni – Maat Srl


Dai frigoriferi dei supermercati una nuova lezione sulla sicurezza informatica

Quando si parla di attacchi informatici, l’attenzione si concentra generalmente sul furto di dati personali, sui ransomware che bloccano i sistemi aziendali o sulle frodi finanziarie. Gli episodi verificatisi nelle ultime settimane in Europa dimostrano, tuttavia, che le conseguenze di un attacco possono andare ben oltre la compromissione delle informazioni digitali e coinvolgere direttamente le apparecchiature utilizzate nelle attività quotidiane.

Il 2 novembre 2026 diversi supermercati europei hanno subito attacchi ai sistemi di refrigerazione, con la modifica da remoto dei parametri di funzionamento di frigoriferi e congelatori. Le temperature degli impianti sono aumentate improvvisamente, determinando il deterioramento di prodotti alimentari, perdite economiche e, in alcuni casi, la temporanea sospensione delle attività commerciali.

Secondo le notizie diffuse da Reuters, RaiNews ed Euronews, gli episodi hanno coinvolto esercizi commerciali in Belgio, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Estonia e Paesi Bassi, interessando catene della grande distribuzione come Delhaize, Carrefour, ICA e Coop.

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Amministrazione di sostegno e persone fragili: webinar del 10 novembre dedicato a Paolo Cendon

Come costruire una protezione giuridica che rispetti la dignità, la volontà e le aspirazioni delle persone fragili, anche nelle situazioni più complesse? Un incontro dedicato all’eredità giuridica e culturale di Paolo Cendon, tra amministrazione di sostegno, strumenti innovativi ed esperienze concrete.

Martedì 10 novembre 2026, dalle ore 14:30 alle 17:30, si terrà il webinar “I fragili difficili nella visione di Paolo Cendon”, promosso nell’ambito delle iniziative dell’Associazione Diritti in Movimento ETS, fondata dal professor Paolo Cendon, con la partecipazione di MAAT LegalPaperless.

L’incontro, che si svolgerà online sulla piattaforma Zoom, sarà dedicato a una delle questioni più delicate del diritto delle persone: come assicurare una protezione giuridica effettiva a chi vive condizioni di particolare fragilità, senza trasformare gli strumenti di tutela in meccanismi di esclusione, sostituzione della volontà individuale o limitazione ingiustificata dell’autonomia personale.

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Intelligenza artificiale 2026: confronto tra GPT-6, Claude, Gemini, Grok, Mistral e modelli cinesi. Cosa cambia per gli avvocati

Dall’evoluzione dei modelli americani all’avanzata dell’intelligenza artificiale cinese, fino alle nuove frontiere dei sistemi agentici e delle piattaforme giuridiche verticali: una panoramica dello stato dell’arte dell’IA generativa a ottobre 2026 e delle opportunità per le professioni legali.

Luca Frabboni – Maat Srl


Dieci mesi che hanno cambiato il panorama dell’intelligenza artificiale

Quando, nel dicembre 2025, abbiamo pubblicato un approfondimento sullo stato dell’arte dei modelli di intelligenza artificiale generativa, il mercato era dominato dalla competizione tra OpenAI, con GPT-5.2, Google, con Gemini 3, e Anthropic, con Claude 4.5. In quel momento la corsa all’intelligenza artificiale sembrava concentrarsi principalmente sulla capacità dei modelli di ragionare meglio, comprendere documenti più complessi e produrre risposte sempre più accurate.

A distanza di meno di un anno, il panorama tecnologico è profondamente cambiato e la rapidità con cui si susseguono gli aggiornamenti rende particolarmente difficile individuare un modello destinato a mantenere a lungo una posizione di predominio.

OpenAI è arrivata alla famiglia GPT-6, Anthropic ha raggiunto Claude 5.5, Google ha introdotto Gemini 4 Argon e Meta, dopo aver contribuito alla diffusione dei modelli aperti attraverso la famiglia Llama, ha avviato una nuova fase con i modelli Muse. Anche xAI ha proseguito nello sviluppo di Grok, mentre in Europa Mistral AI ha presentato la quarta generazione del proprio modello di punta.

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Intelligenza artificiale negli atti e nelle sentenze: errore dell’avvocato, svista del giudice?

Due vicende giudiziarie, due frasi generate dall’intelligenza artificiale rimaste nei documenti processuali e due valutazioni differenti. Perché una svista nell’uso dell’IA può assumere un peso diverso per avvocati e magistrati?

di Elisabetta Zimbè Zaire – Avvocato in Busto Arsizio


C’è un dettaglio che accomuna due recenti vicende giudiziarie e che, a mio avviso, merita attenzione.

In entrambi i casi, nel testo di un documento processuale è rimasta una frase che non avrebbe dovuto esserci: una risposta dell’intelligenza artificiale, evidentemente sfuggita alla revisione finale.

La particolarità? Nel primo caso quella frase compare nell’atto di un avvocato. Nel secondo, nella motivazione di una sentenza.

E le valutazioni che ne sono seguite offrono uno spunto di riflessione tutt’altro che scontato.

Il caso dell’avvocato: Tribunale di Verona, febbraio 2026 (di cui si era già trattato in un precedente articolo)

In un giudizio di opposizione a precetto, il Tribunale di Verona si trova davanti a un atto introduttivo contenente questa frase:

«Se vuoi, posso proseguire con l’inserimento di questa parte in un atto completo di atto di citazione in opposizione ex art. 615 c.p.c. o in comparsa conclusionale. Fammi sapere».

Una frase che, evidentemente, non appartiene al linguaggio di un atto giudiziario.

Il Tribunale la considera indicativa di un utilizzo non sufficientemente controllato dell’intelligenza artificiale e, unitamente alla manifesta infondatezza dell’opposizione, la valorizza nella valutazione della responsabilità processuale aggravata.

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